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martedì, 28 febbraio 2006

IL PIANO E1

La questione dell'annessione di Gerusalemme Est è di vitale importanza per il processo di pace: basti sapere che da anni il governo Israeliano si sta muovendo in questo senso, accerchiando la parte palestinese della città con due tra le più grandi colonie della West Bank. Una volta concluso l'insediamento nell'area "E1", dove passa l'unica via di comunicazione tra Gerusalemme Est e i territori, nonchè unica via di comunicazione tra nord e sud della West Bank, Al Quds diventerà un'isola da cui i palestinesi saranno costretti a scappare, destinata a essere "automaticamente" assimilata ad Israele. Inoltre, la divisione in due che quest'annessione comporterà per la Cisgiordania, sarà il colpo finale per la creazione delle tre "riserve" (Gaza, Area Ramallah-Nablus-Jenin, Area Betlemme-Hebron-Jerico), a loro volta suddivise in isole, in cui far sopravvivere i palestinesi.

Per chiarire questa situazione, riporto di seguito delle carte dell'area E1 e un rapporto dell'UE. [da www.poica.org e www.ir-amim.org.il]

Gerusalemme - la strada che passa x e1 è il trattino grigio

Dettaglio della zona E1 - la strada passa dentro la colonia

Un'altra cartina è qui: http://www.ism-france.org/news/images/E1.jpg

Il rapporto UE sull'annessione israeliana di Gerusalemme Est [da www.contropiano.org - www.resistenze.org]

SOMMARIO
1. Gerusalemme Est ha un valore centrale per i palestinesi in termini politici, economici, sociali e religiosi. Molte politiche israeliane interconnesse tra di loro, stanno riducendo le possibilità di raggiungere un accordo definitivo sullo status di Gerusalemme e dimostrano chiaramente l’ intenzione di Israele di trasformare l’annessione di Gerusalemme Est in un fatto concreto:
- il completamento quasi ultimato del muro intorno a Gerusalemme Est, lontano dalla linea verde; o la costruzione e l’espansione di insediamenti illegali da parte di enti privati e da parte del governo israeliano all’interno di ed intorno a Gerusalemme Est; o la demolizione di case palestinesi costruite senza permessi (che sono pressoché inottenibili); o l’irrigidimento delle regole che separano i palestinesi residenti a Gerusalemme Est da quelli residenti in Cisgiordania, compresa la riduzione dei permessi di lavoro; o la politica discriminatoria per tassazione, spesa pubblica e rilascio di permessi per costruzioni praticata dalla municipalità di Gerusalemme.
2. Il progetto di espandere l’insediamento di Ma’aleh Adumim nella cosiddetta area “E1” ad est di Gerusalemme minaccia di completare l’accerchiamento della città con insediamenti israeliani, dividendo la Cisgiordania in due aree geografiche separate. La proposta di estensione del muro da Gerusalemme Est per formare un’enclave attorno a Ma’aleh Adumim avrebbe lo stesso effetto. Il 2004 ha visto quasi quadruplicarsi il numero di demolizioni di edifici palestinesi a Gerusalemme Est. è previsto un numero simile di demolizioni nel 2005. Nel mese di giugno hanno destato molta attenzione 88 case nell’area di Silwan, nei confronti delle quali erano stati emessi ordini di demolizione.
3. Quando il muro sarà completato, Israele controllerà l’accesso da e verso Gerusalemme Est, tagliando fuori le sue città satellite palestinesi di Betlemme e Ramallah e il resto della Cisgiordania. Questo avrà serie conseguenze in termini economici, sociali ed umanitari per i palestinesi. Tramite una rigorosa applicazione delle politiche sulla residenza e sullo status di cittadinanza (ID status), Israele alla fine sarà in grado di completare l’isolamento di Gerusalemme Est – il centro politico, sociale, commerciale e infrastrutturale della vita palestinese.
4. Le attività di Israele a Gerusalemme costituiscono una violazione sia di quanto previsto dagli obblighi previsti nella Road Map, che da quelli del diritto internazionale. Nella Comunità Internazionale, noi ed altri abbiamo esposto con chiarezza le nostre preoccupazioni in numerose occasioni, con diversi effetti.
I palestinesi, senza eccezione, sono profondamente allarmati per Gerusalemme Est. Temono che Israele “se la cavi”, con la copertura del disimpegno da Gaza. Le azioni di Israele rischiano inoltre di radicalizzare l’ atteggiamento della popolazione palestinese di Gerusalemme Est, che fino ad ora è stata relativamente tranquilla. Urgono prese di posizione chiare da parte della Comunità Europea e del Quartetto, sul fatto che Gerusalemme deve rimanere una questione da negoziare per entrambe le parti ed il fatto che Israele deve desistere da tutte le misure che potrebbero impedire tali negoziati. Vanno inoltre sostenute le attività culturali, politiche ed economiche palestinesi a Gerusalemme Est.

RACCOMANDAZIONI
Sul piano politico
Prese di posizione chiare da parte della Comunità Europea e del Quartetto, sul fatto che Gerusalemme deve rimanere una questione da negoziare per entrambe le parti ed il fatto che Israele deve desistere da tutte le misure che potrebbero impedire tali negoziati. Possiamo prendere in considerazione una presa di posizione incentrata sulla questione di Gerusalemme Est al GAERC di novembre. Potremmo anche sollecitare che una presa di posizione analoga venga fatta dal Quartetto.
- La fase uno della Road Map chiede la riapertura delle istituzioni palestinesi a Gerusalemme Est ed in particolare della Camera di Commercio.
La riapertura degli enti istituzionali darebbe ai palestinesi un segnale rispetto al fatto che la Comunità Internazionale prende in seria considerazione le loro preoccupazioni e che agisce. Potremmo includere un appello per la riapertura degli enti istituzionali negli appelli sopraccitati ed analizzare con le due parti, come e quando la riapertura potrà essere effettuata.
- Richiedere che il governo israeliano metta fine al trattamento discriminatorio dei palestinesi a Gerusalemme Est, in particolare per quanto riguarda i permessi di lavoro, i permessi per costruire, la demolizione di case, la tassazione e la spesa pubblica.
- L’UE dovrebbe prendere in considerazione e valutare le conseguenze e l’ eventualità che Gerusalemme venga esclusa da determinate attività di cooperazione tra UE e Israele.
Sul piano operativo
- Organizzare incontri politici con l’ANP a Gerusalemme Est, compresi incontri a livello ministeriale.
- Iniziative (appelli, lettere, contatti, incontri, ecc.) incentrati su questioni come l’accesso, i permessi per costruzioni, le conseguenze del muro, ecc..
- In vista delle elezioni legislative palestinesi, previste per il 25 gennaio 2006, incoraggiare le parti ad accordarsi sui termini e sulla sostanza del loro coordinamento per permettere che a Gerusalemme Est le elezioni si svolgano in modo soddisfacente, per quanto riguarda gli obblighi delle parti previsti dagli accordi ad interim e dalla Road Map (l’ANP deve svolgere le elezioni ed Israele le deve agevolare) a prendere in considerazione le raccomandazioni formulate dal rapporto Rocard EUEOM.
Fornire ad una parte terza l’assistenza tecnica e la possibilità di monitoraggio, se richiesta e confacente.
- Il Piano Regolatore per Gerusalemme (Jerusalem Masterplan) che attualmente è in via di approvazione, dovrebbe essere sottoposto ad un’analisi tecnica, seguita da una decisione su come valutare il piano per quanto riguarda le conseguenze legali, la consapevolezza a livello pubblico, ecc.. Il piano attualmente esiste solo in ebraico (il piano dovrebbe essere tradotto in arabo ed in inglese).
- Tutti gli MS ed EC dovrebbero aumentare l’attività progettuale a Gerusalemme Est con un equilibrio tra progetti su fornitura di servizi, assistenza, sviluppo e politici (prendendo in considerazione la Multi Sector Review). Il sostegno alla società civile è importante. Un inventario delle attività di EC ed MS a Gerusalemme Est sarebbe un utile inizio.
- Per quanto riguarda la demolizione di case per mancanza di permessi per costruzioni a Gerusalemme Est, l’UE potrebbe seguire vari percorsi:
- sostegno a progetti legislativi predisposti per sostenere i palestinesi minacciati da demolizioni di case e per coloro che le hanno subite
- promuovere iniziative per regolarizzare case “illegali” (p.es. introducendo piani urbanistici alternativi retroattivi)
- facilitare soluzioni per ottenere permessi per costruzioni
- progetti UE con ONG palestinesi sulla consulenza legale per quanto riguarda permessi per costruzioni e demolizioni di case
- un progetto UE sullo sviluppo di un piano regolatore per la pianificazione urbanistica e residenza legale per i sobborghi palestinesi di Gerusalemme Est.
- Facilitare una soluzione del problema dell’accesso. Questo comprenderebbe una serie di misure politiche ed operative, sia a breve che a lungo termine.
- Sostegno ad organizzazioni locali ed internazionali nei loro sforzi per l’ informazione su Gerusalemme Est.
- Aumentare l’assistenza europea alle istituzioni palestinesi a Gerusalemme Est, comprese le attività culturali e l’empowerment della comunità.

Dicembre 2005 [trovate il rapporto anche qui]

postato da: notears alle ore 07:37 | link | commenti
categorie: strumenti
info: khalas.it et gmail.com

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