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mercoledì, 19 luglio 2006

729 - Boicotta Israele - qualche link

http://www.ism-italia.it/images/boicottaggio.htm

A CURA DI PALESTINE MONITOR

Nonostante continuino gli abusi e le violazioni del diritto internazionale da parte del governo israeliano, i governi europei e statunitense hanno perseguito nel loro supporto a questo tipo di politica attraverso un aiuto acritico e rapporti di scambio commerciale con lo stato di Israele. Volendo esporre queste violazioni all’attenzione popolare, noi del Palestine Monitor ci rivolgiamo a tutti i cittadini del mondo che si sentono chiamati in causa a partecipare al crescente movimento di sanzioni popolari contro i prodotti israeliani, comprese le merci prodotte nei territori occupati che hanno il cartellino ‘Made in Israel’, un atto che viola l’Accordo di Associazione’ con l’Unione Europea firmato da Israele.

Questo boicottaggio, dovrebbe seguire la stessa linea di quello che ha contribuito alla fine del regime di apartheid in Sud Africa. Boicottando prodotti e sponsor israeliani, ognuno può dare il suo contributo al popolo israeliano e palestinese nella loro lotta per la pace, la giustizia e la sicurezza.

Se le corporation vedono che la comunità internazionale rifiuta le merci israeliane, per protestare contro l’occupazione illegale della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, avranno un interesse economico, sociale e di pubbliche relazioni nell'interrompere i rapporti con quegli elementi israeliani che appoggiano politiche e pratiche illegali. Questo a sua volta aumenterà la consapevolezza sulla questione palestinese e causerà pressioni su Israele affinché modifichi la sua politica che viola il diritto internazionale. Inoltre è un modo per dimostrare al popolo palestinese che non è solo nella lotta globale per la pace e la giustizia, e ci dà la possibilità di essere dei consumatori etici.

Che cosa puoi fare?
Boicottare prodotti israeliani, come per esempio:

- Prodotti di vestiario della Delta Galil, il maggior fornitore di Marks and Spencers, che produce anche per Calvin Klein, Gap, DKNY, e Hugo Boss

- Arance Jaffa

- Carmel (Agrexco, Ltd.) produttore di datteri, avocado, agrumi, verdura, erbe e vini

- Ci sono anche molti altri prodotti israeliani; questi sono solo alcuni dei principali

Il numero 7290 all’inizio del codice a barre identifica i prodotti israeliani.

Boicotta chi supporta Israele, come per esempio:

- Caterpillar, la corporation che con un contratto esclusivo rifornisce bulldozer militari D9 all’esercito israeliano. I D9 vengono usati dall’esercito israeliano come armi per distruggere le case dei civili, e i campi palestinesi, per costruire blocchi stradali illegali, checkpoint e il muro di apartheid, che la Corte Internazionale di Giustizia ha giudicato contrario al diritto internazionale.

- L’acqua in bottiglia, biscotti e cibi Danone (che in Israele sono commercializzati con il nome di Strauss Dairy).

- In Israele c’è il maggior centro di ricerca e sviluppo della Microsoft Corporation oltre a quelli statunitensi. Bill Gates renderebbe un servizio alla pace nel mondo se continuasse le sue relazioni con Israele, richiedendo che, per poter proseguire nei rapporti commerciali, Israele interrompa l’occupazione in base al diritto internazionale e alle risoluzioni ONU. Lo stesso vale per l’Intel Corporation, statunitense, che ha in Israele i maggiori impianti di produzione esteri.

- Società come la Johnson and Johnson, Coca Cola, Sara Lee, Estee Lauder e molte altre, che finanziano tutte generosamente Israele, supportando in questo modo la macchina dell’occupazione. Per una lista completa delle società che appoggiano Israele visita il sito
http://www.boycottisraeligoods.org

o Il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane è una forma nonviolenta di resistenza, che ha dimostrato avere un potenziale sempre maggiore. Lancia un messaggio forte di preoccupazione per la continua distruzione delle istituzioni scolastiche palestinesi, ed aiuta a mostrare al mondo le responsabilità delle istituzioni accademiche israeliane nel perpetuare l’occupazione illegale. Questo boicottaggio implica l’impegno di non appoggiare né partecipare ad alcuna conferenza, di non cooperare alla ricerca, né alla richiesta di contributi o alla valutazione di concessione di fondi, o altro tipo di attività di sostegno, quali scambi accademici o visite, che coinvolgano o che si svolgano presso università israeliane e altre istituzioni statali. Fai pressione sulla tua istituzione accademica affinché si distanzi dalle istituzioni scolastiche israeliane e invece appoggi una delle prestigiose ma assediate università palestinesi.

Sostieni il boicottaggio culturale:

- Facciamo appello ai membri della comunità internazionale, degli artisti e della gente di spettacolo affinché dimostrino la loro disapprovazione morale per i crimini di guerra compiuti da Israele e per le violazioni della Convenzione di Ginevra rifiutando di esibirsi o di partecipare a conferenze in Israele. È chiaro che Israele non può pretendere di essere una società illuminata, democratica e aperta, quando il suo esercito devasta e deruba il paese e soffoca le vite di un popolo colonizzato ed occupato, al quale si rifiuta di riconoscere i suoi diritti democratici, collettivi ed umani. Prendi posizione durante eventi culturali e sportivi ai quali partecipa Israele e fai pressione sugli organizzatori di questi eventi.

[omissis]

Sostieni il benessere e la sicurezza di Israele!

- La maggior parte degli israeliani è perfettamente consapevole che la fine dell’occupazione, come previsto dal diritto internazionale umanitario e dalle risoluzioni dell’ONU, è il modo migliore per assicurare la sicurezza e la pace nello stato di Israele. L’iniziativa saudita nel marzo del 2002 prevede di accettare di riconoscere formalmente e di normalizzare le relazioni con Israele, se questi interrompe la sua occupazione della Cisgiordania e di Gaza. In questo modo Israele avrebbe la possibilità di integrarsi con i suoi vicini, specialmente con i suoi fratelli e sorelle nei Territori Palestinesi. Sarebbe una straordinaria opportunità per normalizzare le relazioni tra palestinesi ed israeliani della prossima generazione. Sensibilizzare entrambi l’uno nei confronti dell’altro e creare forti legami di amicizia tra il popolo israeliano e palestinese è il modo migliore, più economico e più sostenibile per assicurare la sicurezza e la possibilità di vivere nello stato di Israele. Boicottando prodotti israeliani, autorizziamo il pubblico israeliano a chiedere al proprio governo di assumersi la responsabilità di scegliere il benessere e la sicurezza al di là dei territori ai quali ambisce la classe dirigente israeliana, e dei quali i palestinesi hanno bisogno per riuscire a sopravvivere come nazione.

- Sostieni le organizzazioni israeliane per i diritti umani, che hanno cominciato ad impegnarsi facendo appelli per un boicottaggio globale, sanzioni internazionali e la dismissione delle società che traggono profitto dall’occupazione dei Territori Palestinesi. Il comitato israeliano contro la demolizione delle case, Israeli Committee Against House Demolitions (ICAHD) afferma: “Appoggiamo completamente la dismissione selettiva di società che traggono profitto dall’occupazione israeliana della Cisgiordania, di Gaza e di Gerusalemme Est. Comprese società statunitensi quali la Caterpillar, che approfitta della massiccia distruzione delle case e degli orti palestinesi e comprese le società israeliane che dipendono dagli insediamenti per i materiali, o per la manodopera o che producono attrezzatura militare utilizzata per violare i diritti umani palestinesi”.

Link esterni:

http://www.bigcampaign.org, http://www.divest-from-israel-campaign.org, http://www.quitpalestine.org,

Palestine Monitor
Fonte: http://www.palestinemonitor.org
Link: http://www.palestinemonitor.org/new_web/boycott_cover.htm

da: http://italy.indymedia.org

 

postato da: khalastin alle ore 12:19 | link | commenti (2)
categorie: boycott campaign
info: khalas.it et gmail.com

Commenti
#1   19 Luglio 2006 - 12:50
 
JAFFA e CARMEL
Le esportazioni dei prodotti ortofrutticoli israeliani, provenienti da Israele, dalle colonie nei territori occupati e dai coltivatori palestinesi, cui mancano altri canali di distribuzione, sono controllate e gestite da due società:
Il marchio JAFFA è usato dalla Citrus Marketing Board of Israel, un corpo amministrato centralmente per promuovere gli agrumi israeliani in tutto il mondo.
La CMBI è stata fondata nel 1940 per sviluppare, promuovere e regolare l'industria israeliana degli agrumi.
A seguito della privatizzazione dell'industria nel 1990, la Società è stata ristrutturata per assicurare che coltivatori ed esportatori possano andare incontro ai bisogni dei clienti in modo più efficiente.
Oggi la Società: Dirige la strategia dell'industria israeliana degli agrumi.
Rappresenta i coltivatori e gli esportatori israeliani sia localmente che all'estero, per quanto riguarda i rapporti con organismi ufficiali ed internazionali.
Autorizza gli esportatori e supervisiona le loro attività nei vari mercati.
Organizza e attua strategie di mercato. Amministra i diritti internazionali di autorizzazione per il marchio esclusivo Jaffa, assicurando il suo alto standard di eccellenza.
Coordina e confeziona la pubblicità e la promozione globale degli agrumi Jaffa, per andare incontro ad ogni singola richiesta di mercato attraverso rappresentanti di marketing in tutto il mondo.
E' la forza che guida le massicce coltivazioni piantate nel deserto israeliano del Negev e nelle valli interne. Dà inizio, finanzia e supervisiona le ricerche e lo sviluppo di programmi.
Il marchio CARMEL è usato dalla Agrexco, un'agenzia a controllo statale, per l'esportazione di tutti gli altri prodotti, in particolare avocados e fiori recisi.
I prodotti palestinesi, soprattutto quelli provenienti da Gaza e soprattutto nel caso dei fiori recisi, sono nella maggior parte dei casi esportati come merci israeliane, avendo un certificato d'origine israeliano imposto da Agrexco.
Agrexco trattiene più del 40% del ricavato della vendita come sua quota di marketing e anche se i coltivatori di Gaza legalmente potrebbero bypassare Agrexco per loro è molto difficile: i produttori devono pagare il trasporto in Israele, le ispezioni per la sicurezza israeliane e hanno grossi problemi di distribuzione per il mercato europeo.
(Dati del 1998 tratti dal Washington Report, naturalmente prima dell'inizio della seconda Intifada che ha ulteriormente aggravato la situazione). Commercio equo e solidale Le nostre conoscenze in proposito riguardano per ora solo un prodotto, il couscous di una cooperativa palestinese. A proposito di accordi commerciali… ricordiamo che l'art. 38 dell'Accordo ad interim UE-Israele, sul commercio e temi ad esso collegati, si applica al "territorio dello Stato di Israele" e non è contenuta nessuna altra ulteriore definizione. Israele ha annesso unilateralmente sia Gerusalemme Est che il Golan e così per la legge israeliana fanno parte dello Stato di Israele. Per le colonie in West Bank e Gaza, pur non formalmente annesse, la giurisdizione israeliana è applicata nella pratica.
Tutte le risoluzioni dell'ONU affermano che né le colonie in West Bank e Gaza, né Gerusalemme Est e Golan possono essere considerate parte dello Stato di Israele, quindi l'ambito territoriale di applicazione dell'accordo ad interim si intende limitato alle frontiere precedenti il 1967. Per comprendere a che livello questi accordi vengano violati, citiamo il caso di una ditta italiana, che ha addirittura ricevuto un attestato di benemerenza dalla Camera di commercio Italia-Israele:
La società Gitto Carmelo e Figli Srl e` un costruttore della provincia di Messina, che ha vinto, con un socio locale, l'appalto per la costruzione della prima galleria stradale in Israele. Il tunnel, il primo del suo genere in Israele, e` composto di due tratte di 500 e 390 metri., a tre corsie, posto` sulla superstrada che unisce Gerusalemme a Hebron. Questo tratto stradale non si trova in Isreale ma nei Territori Occupati e fa parte del sistema delle by-pass roads, ad uso esclusivo dei coloni.

COMITATO DI SOLIDARIETA' CON L'INTIFADA


LISTA AGGIORNATA PRODOTTI ISRAELIANI DA BOICOTTARE:
A cura di Associazione Ya Basta

AGRUMI JAFFA (i pompelmi sono uno dei prodotti israeliani più diffusi in Italia)
AGRUMI e FRUTTA CARMEL (pompelmi, pomelo, avogado)
ARACHIDI GIGANTI DI ISRAELE MISTER NUT e LIFE
Prodotti surgelati ZIO ELIO, Kibbutz Eilon (nuvolette, verdurette, svizzere, wurstel, cotolette)

tra i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani vi segnaliamo:
AHAVA (Dead Sea Laboratories) (prodotti cosmetici e dermatologici)
Distributore italiano: P.M. Chemicals S.R.L./Milano
i sali da bagno (Cristalli di Sali da Bagno del Mar Morto)
I prodotti AHAVA sono talvolta venduti nelle erboristerie e nelle farmacie.
Barkan Wine Cellars Ltd (vini venduti con l'etichetta Reserved, Barkan e Village)
I Pretzels della Beigel & Beigel bakery (le ciambelline salate, biscotti saporiti e crackers)
Golan Heights Winery
(vini venduti con l'etichetta Yarden, Gamla e Golan) GAJA DISTRIBUZIONE, Barbaresco (CN)
HALVA
Dolci di sesamo in barra da 100 grammi, Kosher Produced by Achva. http://www.halva.co.il/
Jordan Plains dates
(le principali varietà di datteri che crescono nella Valle del Giordano degli insediamenti israeliani sono Medjoul e Deglet Nour) Esportato da Israele da Agroexco.
Solitamente si trova nei negozi di frutta o sulle bancarelle di frutta e verdura dei mercati
Esportato da Israel da Hadiklaim Date Growers' Cooperative Ltd.
Soda-Club Ltd.
(sistemi per carbonare e sciroppi per la preparazione di soda e soft drinks)
utente anonimo

#2   22 Luglio 2006 - 13:21
 
Ambasciata israeliana in Italia:

Cancelleria - Roma, via Michele Mercati 12/14
Ufficio commerciale - Milano, corso Europa 12

Agenzia ebraica per Israele: Roma, corso Vittorio Emanuele II 173

Israele ha grossi interessi con la multinazionale svizzera NESTLÉ, la quale possiede il 50,1% dell'importante industria alimentare israeliana OSEM Investments.

Un elenco parziale dei prodotti e delle compagnie affiliate alla Nestlé legate ad Israele è il seguente:
NESCAFÉ, PERRIER, VITTEL, PURE LIFE, CARNATION, DANONE, LIBBY'S, MILKMAID, NESQUIK, MAGGI, BUITONI, CROSSE & BLACKWELL, MILKY BAR, KIT KAT, QUALITY STREET, SMARTIES, AFTER EIGHT, LION, AERO, POLO, BAG, BABY RUTH, BUTTERFINGER, FRUTIPS, FELIX.

Per quanto riguarda l'industria tessile e di abbigliamento, una delle più importanti israeliane è la DELTA Galil, che rifornisce grandi distributori quali AUCHAN, CARREFOUR, MARK & SPENCERS, J.C. PENNY, e alla quale sono legati i seguenti marchi: DIM, DONNA KARAN/DKNY, RALPH LAUREN, PLAYTEX, CALVIN KLEIN, HUGO BOSS.
La Delta Galil è stata denunciata diverse volte per il suo sfruttamento del lavoro arabo. Fra i suoi maggiori azionisti segnaliamo la DOV LAUTMAN e la corp. SARA LEE.

Elenco di altri prodotti e industrie che hanno legami di notevole interesse con Israele:

BIOTHERM, L'ORÉAL (importante), CLINIQUE, LAB. GARNIER, HELENA RUBINSTEIN, PERRIER, J. CREW, BANANA REPUBLIC, JO MALONE, LANCÔME, GIORGIO ARMANI PARFUMS, LINDEX, ARAMIS, KLEENEX, MAYBELLINE, ORIGINS, LA ROCHE-POSAY LAB. PHARMACEUTIQUE, VICHY, AMBIPUR, WONDERBRA, JOHNSON & JOHNSON, KIWI, LOVABLE, BRYAN, CHAMPION, REVLON, PICKWICK, OUTER BANKS, HUGGIES, SANEX, JIMMY DEAN, MAISON CAFÉ, MAST INDUSTRIES, EXPO-DESIGN CENTER, STRUCTURE, VILLAGER'S HARDWARE, THE HOME DEPOT, DR PEPPER, COCA COLA, FANTA, SPRITE, SCHWEPPES, TIME, ICQ, KIA ORA, NOKIA, MOTOROLA, IBM, INTEL., THE SUN, EPILADY, GOURMET, TELMA, YAFFI'S CITRUS PROD., JAFFA (agrumi), CARMEL (agrumi, frutta, succhi), MISTER NUT, LIFE (arachidi, ecc.), ZIO ELIO, KIBBUTZ EILON (surgelati), VITA, AHAVA/DEAD SEA (prodotti cosmetici e dermatologici venduti anche nelle erboristerie e nelle farmacie, distributore italiano: P.M. CHEMICALS di Milano), BARKAN WINE CELLARS (vini venduti con l'etichetta RESERVED, BARKAN E VILLAGE), I PRETZELS della BEIGEL & BEIGEL BAKERY (alimenti), GOLAN HEIGHTS WINERY (vini venduti con l'etichetta YARDEN, GAMLA E GOLAN) GAJA Distribuzione di Barbaresco (CN), HALVA, AGREXCO/USA.

Inoltre è in atto una campagna internazionale di boicottaggio contro la CATERPILLAR Company, azienda USA con sede a Peoria, Illinois. Le azioni contro la Caterpillar intendono condannare l'uso dei bulldozer forniti a basso costo allo Stato d'Israele per la devastazione dei Territori Palestinesi. Ricordiamo che Caterpillar in Italia commercializza, oltre ai bulldozer, con il suo logo CAT anche scarpe ed abbigliamento.
utente anonimo

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