

Il rogo di tre fantocci in una manifestazione di piazza ha sollevato un canaio demenziale.
[da indymedia]

I tre fantocci bruciati a Roma, uno bardato con un maghen david, uno con una bandiera yankee ed uno con la bandiera della Repubblica Sociale italiana, sono diventati nei giornali rispettivamente "travestiti da soldati israeliani, statunitensi ed italiani". Complimenti all'obiettività e all'acutezza visiva di questa legione di imbrattacarte di ogni colore, peraltro degnissimo specchio di quel mucormicotico gregge di decerebrati che va sotto lo stigma -più che sotto il nome- di "popolazione italiana". Ciò non toglie che l'atto, quasi sicuramente compiuto da gente che non ha mai fatto un giorno di trincea in vita sua e che nessuno ha mai bombardato, perquisito o ucciso, sia stato avventato ed evitabile. Per due motivi. Il primo motivo è che, contrariamente alle consuetudini, chi lo ha organizzato lo ha organizzato gratis, in modo mediaticamente invendibile. Invece delle bandiere, si potevano porre sui fantocci dei bei drappi con il marchio di qualche sponsor, no? E poi, che diamine, si poteva pur trovare una bella ragazza, travestirla da Pasionaria con una kefiah trasparente e poco altro addosso, cui conferire sotto le telecamere l'ambìto incarico di appiccar le fiamme. La fortunata, oggi, starebbe contendendo compiti, incombenze ed onori alla Gregoraci! Detta in questo modo pare un calembour per cretini. Ma se si pensa che tutte le domeniche in ogni stadio di questo barzellettistico paese succede ben di peggio senza che nessuno pensi di andare a ciarlarne in Ciarlamento, si ha una prima idea di quale sia davvero l'aspetto grave della cosa: la vera colpa di chi nelle manifestazioni brucia bandiere, urla contro l'esercito o contro i Caduti Nell'Adempimento Del Dovere© è data dalla pessima abitudine di farlo senza pagare e senza spendere. Mica porta soldi in tasca a Moratti, a Berlusconi o a Della Valle o a chi diavolo volete. Perché i buffoni in Ciarlamento e le iene dei giornali ormai capiscono solo quelli. Dunque chi lo fa va affossato in ogni modo: linciato sulla stampa, esecrato in sede pubblica e peccato sia passato di moda il plotone d'esecuzione. E' proprio un panorama rivelatore quello del Ciarlamento in cui prendono parola un Maroni (preso a manganellate come un nogglòballe qualunque quando Napolitano era ministro degli interni, se non ricordo male), un Calderoli (definito "un cavadenti" dai suoi stessi compagni di partito), un Berlusconi (saltò all'ultimo momento, nel 2005, la sua idea di usare Mambro e Fioravanti come testimonial a Firenze): viene da sghignazzare se si pensa da che pulpiti arrivano certe censure e certe condanne. E le prime pagine dei giornali on-line di oggi? l'esecrazione di Napolitano impaginata tra due colonne di femmine in mutande dà l'esatta misura di quale sia il senso civico dei gazzettieri cui i sudditi italiesi hanno da tempo delegato le loro funzioni cerebrali. Soldi e prugna; più in là osano solo i "terroristi". Va ricordato anche come il signor Ehud Gol, ambasciatore di eretz Israel nella penisola italiana (i'tal'ya, in ebraico suonerebbe come "isola della rugiada divina", pensate un po'), accolto a male parole all'Università di Firenze, non trovò di meglio che accusare i manifestanti di essere "pagati dai palestinesi". E' chiaro che nel sempre più agghiacciante "Occidente", o almeno nei suoi esponenti diplomatici e politici più di spicco, è diventato impensabile persino che qualcuno si azzardi a contestarli gratis. Questo, caso mai ce ne fosse bisogno, deve far riflettere sulla concezione di "democrazia" che ci rimpastiamo da vent'anni a questa parte e soprattutto sulla siderea e crescente distanza che esiste tra potenti e sudditi. Due mondi diversi. Il secondo motivo per condannare l'avventatezza del gesto va cercato nella visibilità mediatica che esso ha avuto, e che a ciarle esaurite lascerà il tempo che trova: la prossima settimana torneranno di moda i pitbull mordaci, o le bottiglie d'acqua bucate con le siringhe, o lo scandaletto scopereccio in Ciociaria. Niente di strano. Ma nel frattempo, il focherello romano ha cacciato dalle prime pagine le notizie che avremmo voluto e dovuto trovarci. Prima tra tutte la farneticante asserzione di Blair secondo la quale l'aggressione all'Iraq si starebbe risolvendo in un disastro, ma che la colpa di tutto questo sarebbe... di AlQaeda. Il Ciarlamento e i gazzettieri ciarlino pure di fantocci e di fiammelle; il loro mondo, fatto di certezze da barzelletta, di pompini sotto i tavoli, di corruzione e di porcate indescrivibili è ogni giorno più diverso dalla vita reale. Una vita reale in cui le "esportazioni di democrazia" che tanto hanno affascinato Massimo d'Alema ed il suo fraterno commensale Berlusconi hanno provocato tragedie epocali il cui conto, si può star sicuri, non sarà certo pagato da questa masnada di parassiti. Saranno i poveri a pagarlo, come al solito.
