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lunedì, 24 settembre 2007

Tempo di appelli

L'ennessimo "pasticciaccio giuridico" tramite il quale Israele può deliberatamente e sistematicamente chiudere rubinetti e spegnere la luce a Gaza, dopo aver ridotto alla fame i suoi 1.500.000 abitanti, ha giustamente provocato una reazione "pubblica" di una certa rilevanza anche in Italia. Per chi non lo sapesse ancora, c'è un appello in quattro punti indirizzato al Governo Prodi affinchè:

1. Rompa l’embargo contro Gaza cessando di appoggiare la politica di due pesi e due misure per cui chi sostiene al-Fatah mangia e chi sta con Hamas crepa;

2. si faccia carico in tutte le sedi internazionali sia dell’urgenza di aiutare la popolazione assediata sia di quella di porre fine all’assedio militare di Gaza;

3. annulli la decisione del governo Berlusconi di considerare Hamas un’organizzazione terrorista riconoscendola invece quale parte integrante del popolo palestinese;

4. cancelli il Trattato di cooperazione con Israele sottoscritto dal precedente governo.

Cosa che il nostro caro Premier non farà mai. Per chi volesse firmare, il link è qui:

Gaza vivrà


Ne approfitto però per portare l'attenzione su casi meno eclatanti ma altrettanto allucinanti sulla politica israeliana delle popolazioni in ostaggio. Qui non basta firmare, bisogna spedire una lettera ai diretti interessati. Di seguito le email:

Con preghiera di diffusione.
Coordinamento Presenze Civili di Pace in Palestina e Israele

Al Nu’man è un villaggio di 200 abitanti tra Gerusalemme e Betlemme. Nel 1967 Israele ne ha annesso la terra al Comune di Gerusalemme, mentre i residenti hanno ricevuto una Carta di Identità della Cisgiordania.
Dalla costruzione del Muro di Separazione nel 2004, questo “assurdo tecnico” ha tramutato la loro vita in un incubo – sono intrappolati tra Gerusalemme, in cui non possono entrare essendo residenti Cisgiordani, e il Muro di Separazione, che li divide dal resto dei territori occupati della Cisgiordania.
Il loro unico collegamento con il mondo esterno è attraverso un checkpoint gestito da guardie armate. Per andare a scuola, al lavoro, comprare il cibo, dipendono dai capricci dei soldati al checkpoint.
A nessuno è permesso di oltrepassarlo tranne agli abitanti del villaggio – nessun nipote può visitare i nonni, il medico non può assistere i malati, nessuna coppia appena sposata può mettere su casa nel villaggio della sua famiglia. Al Nu’man sta diventando una prigione a cielo aperto.
Allo stesso tempo, l’espansione dell’insediamento israeliano di Har Homa e l’anello stradale previsto attorno a Gerusalemme costeggeranno il villaggio da ovest a est, demolendo ulteriori abitazioni.
Lo Stato di Israele non si fermerà davanti a niente per liberarsi di questo villaggio palestinese non voluto. Questa è la storia di Al Numan.
I suoi abitanti hanno fatto tutto quello che potevano per combattere l’imprigionamento del loro villaggio, e si sono recentemente appellati all’Alta Corte Israeliana, dove il caso è ancora in discussione. Hanno disperatamente bisogno del supporto della comunità internazionale.
Per favore, prendetevi 5 minuti per guardare il video e scrivere ai vostri rappresentanti in parlamento e al parlamento israeliano.
 
COSA FARE?  
1. Lettere:
Potete scrivere chiedendo una soluzione per Al-Nu'eman (la bozza della lettera in Inglese e in Italiano sono in fondo):
 
In Israele - quelli che seguono sono indirizzi delle Autorità relative alla situazione del villaggio:
   Minister of the foreign affairs Zipi Livni - zlivni@knesset.gov.il
   Minister of internal affairs
Meir Shitrit - mshitrit@knesset.gov.il
   Jerusalem's mayor
Uri Lopolianski - lpuri@jerusalem.muni.il  fax: 02-6296014
   Minister of education
Yuli Tamir - ytamir@knesset.gov.il
   Head of the education committee of the Knesset
Michael Melchior -  
   Minister of security Ehud Barak - email address could not be found.
 
Per l’Unione Europea - lista degli Europarlamentari Italiani
info@sergioberlato.it SERGIO BERLATO
c.muscardini@tin.it   C. MUSCARDINI
aldo@patriciello.it ALDO PATRICIELLO
n.musumeci@inwind.it NICOLA MUSUMECI
stefano.zappala@europarl.europa.eu   STEFANO ZAPPALA’

LETTERA DA INVIARE (in inglese e in italiano)
[EN] Dear (insert name here),
I am writing to you regarding the situation of Al-Nu'eman (also known as Khirbet Mazmuriya), a tiny Arab village of 200 inhabitants between Jerusalem and Bethlehem. In 1967 Israel annexed its land to the Jerusalem Municipality while the residents were issued West Bank residency. Since the erection of the Separation Wall in 2004, this irregularity has turned their lives into a nightmare - they are trapped between Jerusalem, which they are prohibited from entering because they are West Bank residents, and the separation wall, which severs them from the rest of the West Bank (because their homes were annexed into Jerusalem).
The village's only connection to the outside world is a checkpoint into the West Bank on the edge of their land through which only Al-Nu'eman residents are permitted to enter or exit. The Jerusalem Municipality does not provide services to the village and no service providers from the West Bank are allowed in, leaving the village in a precarious situation where even basics such as gas, electricity and running water are endangered. Under these conditions, the village will not be able to survive.
On October 1, 2007, the Israeli High Court will revisit this situation. On this date, the villagers will once again request that they either be allowed free access to the West Bank or to Israel - but not to stay in this isolated situation where they currently reside.
As my elected representative, I urge you to ask the Foreign Affairs Ministry / State Department to ask Israel to resolve this situation.
For further information please see http://al-nueman.tripod.com
Yours sincerely, (your name here)
 
[IT] Gentile (inserire il nome),
Le scrivo riguardo alla situazione del villaggio di Al-Nu’eman (anche conosciuto come Khirbet Mazmuriya), un piccolo villaggio arabo di 200 abitanti tra Gerusalemme e Betlemme. Nel 1967 Israele ne ha annesso il territorio al Comune di Gerusalemme, mentre ai suoi abitanti è stata data residenza della Cisgiordania. Da quando il Muro di Separazione è stato eretto nel 2004, questa irregolarità ha fatto diventare le loro vite un incubo – sono intrappolati tra Gerusalemme, in cui non possono entrare in quanto residenti della Cisgiordania, e il Muro, che li separa dal resto della Cisgiordania stessa (in quanto lo loro case sono state annesse a Gerusalemme).
L’unico collegamento tra il villaggio e il mondo esterno è un checkpoint in Cisgiordania sul limite del territorio, attraverso cui solo i residenti di Al-Nu’eman possono entrare o uscire. Il Comune di Gerusalemme non dà servizi al villaggio, e nessun fornitore di servizi dalla Cisgiordania ha il permesso di entrare, lasciando il villaggio in una situazione di precarietà in cui perfino i servizi di base quali gas, elettricità e acqua correte sono minacciati. In tali condizioni, il villaggio non sopravviverà.
Il 1 ottobre 2007, l’Alta Corte Israeliana rivedrà il caso. In questa occasione, gli abitanti chiederanno ancora una volta o di avere libero accesso alla Cisgiordania o ad Israele – ma di non rimanere nella situazione di isolamento in cui si trovano attualmente.
Come mio/a rappresentante eletto, Le chiedo con urgenza di fare pressione sul Ministero degli Affari Esteri/Dipartimento di Stato perché lo Stato di Israele risolva questa situazione.
Per ulteriori informazioni, http://al-nueman.tripod.com
distinti saluti,
(il tuo nome)
 
2. Contributi.
Scrivere a Amiel Vardi: avardi@mscc.huji.ac.il
 Per qualunque informazione: al.nueman@gmail.com
postato da: khalastin alle ore 10:21 | link | commenti
categorie: appello, gaza
info: khalas.it et gmail.com