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venerdì, 09 novembre 2007

Un grande pezzo da www.secondoprotocollo.org
Israele ha già vinto a Gaza, senza sparare un colpo
Non esiste più Gaza, è stata cancellata dal fragoroso silenzio dei media occidentali. Un milione e mezzo di persone dimenticate da tutti e da tutto, un milione e mezzo di palestinesi che non possono vivere, che non possono progettare, affamati, assetati e malati.
Questa è la situazione a Gaza. Non c’è più niente da mangiare, i forni sono costretti a tenere chiuso perché non c’è materia prima e non c’è energia. I malati sono costretti a rimanere malati perché non ci sono medicine per curarli. Tutte le piccole attività sono chiuse. Gaza è diventata un incubo per chi è dentro e non può uscire, intrappolato in casa sua, una prigione a cielo aperto, un ghetto.
Tutti ad aver paura dell’intervento armato di Israele, ma chi glielo fa fare a Israele di entrare a Gaza con i propri militari? Basta chiuderla ermeticamente. Niente e nessuno entra, niente e nessuno esce. Lascia che si scannino tra loro, lascia che crepino di fame o di una malattia, l’importante è coprire tutto, l’importante è che non se ne parli.
Israele ha già vinto la battaglia di Gaza, senza sparare un colpo. L’ha vinta nel momento preciso in cui i media occidentali non ne hanno più parlato, l’ha vinta con le stesse armi usate dai nazisti proprio contro gli ebrei, ghettizzando la Striscia di Gaza. Certo che l’hanno imparata bene la lezione.
Prendete una cartina e guardate dove sta la Striscia di Gaza, alle porte dell’Europa, alle porte della cosiddetta civiltà, una civiltà talmente evoluta che non ha imparato niente dai fallimenti passati, non ha imparato che non si piega un popolo affamandolo o ghettizzandolo, lo puoi sterminare ma non piegare. Sono proprio gli ebrei a insegnarcelo.
La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è oltre il limite, non ci sono parole adatte a descriverla, immagini esaustive, è semplicemente oltre ogni limite. Non parlo di questioni politiche, di Hamas, di Fatah, dell’esercito israeliano, non mi interessa, come non interessa al 90% dei palestinesi prigionieri a Gaza, parlo di un sopruso fatto sulla pelle di donne, bambini e uomini per bene, gente che vuole lavorare e vivere in pace, non terroristi.
Odiano gli ebrei? No, non odiano gli ebrei, odiano gli Israeliani, coloro cioè che li costringono ormai da mesi a questa vita non vissuta, odiano quelli della ANP che lo permettono mentre loro fanno sontuosi banchetti e gonfiano i loro conti all’estero. Cosa si può pretendere da questa gente? Non hanno più niente, gli rimane solo l’odio.
Nural Nur Atassi

In più, da Nablus, vecchi amici e nuove reclute.
postato da: khalastin alle ore 11:35 | link | commenti (1)
categorie: letture consigliate, gaza
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