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giovedì, 20 settembre 2007

 

Ma com'è fatta una "entità ostile"?

gaza-map

"Hostile entity", così ha dichiarato un ufficiale israeliano riferendosi alla striscia dopo una riunione del gabinetto di sicurezza. Per la precisione, il signore in questione ha detto quanto segue:

"Following extensive legal consultations, Israel has decided to declare Gaza as a hostile entity, with all the international implications".

Poche ore dopo, a ruota gli fa eco la dolce Condy Rice:

"Hamas is indeed a hostile entity. It is a hostile entity to the US as well," Rice said at a press conference with Israeli counterpart Tzipi Livni. (qui)

Ma tra le due dichiarazioni c'è una sfumatura non da poco, che apparirà banale ai più, ma che in realtà manifesta le specifiche caratteristiche "legali" delle due prese di posizione, e le relative conseguenze: la Rice ha utilizzato la stessa definizione per identificare Hamas, non un intero "territorio" e tutta la popolazione in esso contenuta. Ai suoi fini strumentali non avrebbe avuto senso.

Per Israele invece è tutta Gaza non solo ad essere ostile, ma "entità", perdendo persino la qualifica di territorio. Non a caso questa sofferta definizione esce fuori dopo "extensive legal consultations", come ammesso dall'ufficiale.

Ma che cos'è un'entita da un punto di vista giuridico? Di sicuro non è uno Stato. Ma neanche un movimento/partito. Ancora meno un territorio.

In realtà siamo di fronte ad un'abile non-definizione strumentale, così come era già stata proposta circa due mesi fa, come segnalavo in questo post: lo scorso 8 Luglio il comitato ministeriale per gli affari legislativi di Israele approvò una legge che riconosceva Gaza come "foreign entity", entità straniera. La prima volta che apparve, il termine "entità" fu un ottimo brevetto da affiancare a "straniera" per declinare le azioni "difensive" dell'IDF da ogni responsabilità: niente risarcimenti alle vittime innocenti, ad esempio.

Riconoscere in Gaza un'entità "straniera" e niente di più permetteva di evitare le implicazioni di un Territorio Occupato (Quarta Convenzione di Ginevra, mai rispettata da Israele) o di uno Stato in guerra (che esplicitamente farebbe di Gaza uno Stato con tutte le conseguenze del caso).

In due mesi quest'entità da un milione e mezzo di abitanti è passata da "straniera" ad "ostile": il salto da un aggettivo ad un altro permetterà ad Israele di interrompere a piacimento le forniture di gas, elettricità e, soprattutto, acqua, uno degli altri motivi "principali" a sostegno di questa mossa. E' bene ricordare che nessun altro paese può rifornire Gaza perchè Israele la isola dal resto del mondo, mentre con il suo valoroso esercito distrugge i pochi impianti funzionanti.

Tutto questo avviene sotto i nostri occhi, senza nessuna (mo ci vuole) "entità sovranazionale" tipo ONU (ma ci sta? esiste ancora? ah già, la timida vocina bisbiglia ancora...) a mettere un freno al Diritto Internazionale fai-da-te.

La Rice ha detto "Hamas [non Gaza] is a hostile entity" con la consapevolezza di chi fa il gioco delle tre carte; la Rice è portavoce degli USA e di un mondo che non solo fa finta di non vedere, ma che partecipa con malizia  al genocidio dei palestinesi.

postato da: khalastin alle ore 11:23 | link | commenti (1)
categorie: eventi, storia, strumenti, internazionale, gaza, mediawar, politica israeliana, news da israele, dentro fino al collo
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